Mundo Paral-lel
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Ritrovo: sabato 23 aprile (ore 17.00) - Plaza de la Bella Dorita ingresso teatro “El Molino” (Barcellona, Spagna)
Contributo a persona: € 12,00 (aperta a tutti, non solo a chi parteciperà al weekend a Barcellona per la festa di Sant Jordi)
Info e prenotazioni: tel. 329 3659446 - associazione.vitruvio@gmail.com
Prenotazione obbligatoria, posti limitati
L'iniziativa è inserita all'interno del pacchetto weekend "A Barcellona per la festa di Sant Jordi" (22-25 aprile 2016), ma è aperta anche a chi si trovi a Barcellona senza aderire al fine settimana.
QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DA LINKARE, SCARICARE E CONDIVIDERE
“El Paralelo” è una strada di Barcellona che parte dalla Plaza España e giunge al porto dove oggi come ieri attraccano navi provenienti da tanti e diversissimi Paesi. Ma storicamente il Parallelo è stata anche una frontiera. In molti sensi. Sino ai primi dell'ottocento segnava il confine fra la città di Barcellona e il mondo selvatico alle falde di Montjuic; in seguito si convertì in limite fra la città “ufficiale” e l'improvvisato, anarchico quartiere del Poble Sec. Ma soprattutto, ai primi del novecento, divenne un territorio di trapasso fra l'urbe diurna, laboriosa e produttrice, e la Barcellona notturna: ballerina, zingara, spettacolare, canaglia, travestita, irriverente, viziosa, enigmatica, seduttrice e, diciamolo pure, anche puttana.
El Paralelo si scoprì a sorpresa luogo ideale per l'ozio e lo spettacolo. Furono dapprima taverne piccole e fumose, dove l'odore acre dei sigari cubani si confondeva con quelli del
baccalà fritto e dei profumi femminili. Dove le voci dei marinai intonavano il controcanto ai fraseggi flamenchi di guitarreros e copletistas. Dove l'umanità degli avventori rappresentava di
per sé uno spettacolo. Ma anche dove la principale legge era quella della forza e dei coltelli. E l'amore, come l'arte, si pagava sottobanco. Il fascino della notte e dell'illecito sedusse velocemente l'alta borghesia; le bettole destinate all'intrattenimento di marinai e proletari si popolarono velocemente di eleganti personaggi alla ricerca di libertà e sfogo.
Insomma, cominciarono a girare soldi. Barcellona rimaneva certamente lontana dagli spumeggianti scintillii della belle époque parigina ma i fumosi locali del Paralelo si adattarono in un battibaleno alle esigenze del nuovo pubblico, più raffinato e facoltoso. I popolari bistrot divennero comodi salotti con poltroncine, tavolini e palcoscenico. Le ragazze del Poble Sec e
del mercato di Sant Antoni che di notte si improvvisavano ballerine e cantanti cominciarono a chiamarsi soubrettes, mentre un popolo di maghi, comici e travestiti davano vita a una versione più rustica e mediterranea del caféteatro mitteleuropeo. El Molino, El teatre Arnau, la Sala Barts, el Apolo, El music–hall Bataclán, el Teatro Olimpia, el Condal, el Gran Café Español e un'infinità di altri teatri, bar e sale da ballo si concentrarono in appena duecento metri di strada e nelle viuzze laterali. Assieme agli artisti locali, talvolta attori improvvisati ed ex prostitute riciclate nella canzone erotica, i locali del Paralelo hanno portato in scena anche artisti di fama internazionale come Josephine Baker, Sara Montiel, Gina Lollobrigida o Duke Ellington.
Questo “Mondo Parallelo” alla città industriosa e commerciale visse i suoi anni dorati fra i primi del novecento e la fine degli anni settanta. Poco rimane oggi di quello che era stato considerato la Broadway catalana; fortunatamente Onorina Pirazzoli quegli anni li ha vissuti con grande intensità e ci accompagna oggi alla riscoperta di questo sorprendente “mondo parallelo”.










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