L'occhio di Una Finestra sul Cortile
Le finestre e i balconi di casa vostra sono stati l'apertura da cui guardare il mondo

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Questo non è soltanto un #occhio, è la #visione che ci avete regalato e che ora vi rimandiamo, come spunto di riflessione.
Condivisione, vicinanza, armonia
sono concetti che stiamo riscoprendo in maniera del tutto nuova nel periodo dell'emergenza Covid-19. La vita quotidiana è stata stravolta in una maniera inimmaginabile, il mondo materiale e quello interiore di ognuno di noi è stato messo in discussione e spesso abbiamo avuto la sensazione di essere sopraffatti dagli eventi.
Ci siamo fermati per capire come continuare a raccontare Bologna, pur non potendola vivere come sempre. Abbiamo pensato a come "esserci", nonostante il contesto di restrizione, senza perdere mai la visione di sviluppo del territorio, con gli strumenti che le condizioni ci permettevano di usare.
Così è nato il progetto UNA FINESTRA SUL CORTILE, per raccontare le emozioni e i punti di vista sulla città di chi avrebbe voluto seguirci. Per settimane abbiamo raccolto fotografie da balconi e cortili di Bologna, trovando in rete una comunità viva e partecipe. I nostri canali social hanno dato spazio alle sensazioni, ai commenti, ai punti di vista, alle speranze per il presente e a quelle che guardano al futuro, quando l’attuale emergenza sarà alle spalle.
Riassumiamo una parte di queste giornate dove le nostre finestre e balconi sono state i nostri occhi sul mondo con quest’occhio, composto da tante delle immagini che ci avete mandato.
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La visione d’insieme appare molto più omogenea di quanto potrebbe sembrare dall’aspetto variegato delle singole fotografie. Osservando i dettagli di quest’occhio troverete una ricerca di bellezza, armonia e, perché no, speranza, in tante “piccole” cose che ci circondano quotidianamente. Avete (abbiamo) cercato il colore, la luce, in un momento buio. Ci siamo rifugiati nei raggi di un tramonto, nell’azzurro di un cielo, nei petali di un fiore, nel canto degli uccelli. Cose semplici, che potrebbero apparire quasi banali nella frenesia cieca di tutti i giorni, ma che in quest’occasione hanno assunto altro significato.

Quante volte abbiamo letto nei commenti “la natura continua a fare i suo corso”?
Quante volte abbiamo trovato sicurezza nei ritmi di una primavera che sebbene ci sia sembrata rubata, ci ha accompagnato in tutti questi giorni? Abbiamo trovato sollievo e distrazione e per sentirci più vicini, abbiamo condiviso i ritmi diversi dai nostri: il ritorno atteso dei rondoni, lo sbocciare di un tulipano. Ci siamo presi il tempo di ammirare ”sorella Luna”, il cielo e le sue stelle. Guardate i colori di quelle foto, guardate i soggetti, i commenti, non ve li abbiamo suggeriti noi. Siamo nella città rossa, ma ci avete donato foto dove non è certo il mattone il protagonista. Domina la vita, domina la natura. Il riconoscersi parte di essa è alla base di uno sviluppo armonico. Come l’uomo Vitruviano restiamo al centro delle nostre vite, magari tentando di sfiorare quella sfera di perfezione a cui non arriveremo mai nemmeno vicini, inquadrati nel mondo che ci circonda, ma, nella realtà, non al centro di esso, nel migliore dei casi in armonia con esso. Forse possiamo tirare un sospiro di sollievo, non tutto ruota attorno a noi.










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